A Santa Catarina non ci andate per il mondiale di calcio nè per le prossime Olimpiadi. Avete presente la mappa del Brasile? Cercate a sud e lì troverete un Brasile diverso: Santa & Bela Catarina, come è anche conosciuto lo Stato eletto per la sesta volta la destinazione turistica più desiderata del Paese sudamericano. Per chiarire: l’anno scorso 5 milioni di turisti – 400 mila dall’estero – sono arrivati a Santa Catarina.

 

Florianopolis vista dal Morro da Cruz

La capitale, Florianópolis, è un’isola dove vivono circa 500 mila persone. Concentra bellissime spiagge e man mano è diventata la preferita degli artisti e dei calciatori per le sue feste all’Ibiza.

Già negli anni ’70 la cronaca la dipingeva come una piccola Rio de Janeiro. Ma nell’ultima decade è stata scoperta dal mondo. Il risultato: oltre ai prezzi stratosferici l’isola soffre di tutti i problemi delle grandi città: il traffico allucinante dove la gente rimane intrappolata in un sistema viario senza via di scampo – ricordo che siamo su un’isola. E quando arriva l’estate, tutto diventa ancora più caotico. La via crucis per arrivare al mare potrà sembrare infinita ma quando si arriva si capisce il perché di tanto fascino.

Sorpresa che si ripete lungo i 500 km di costa. Ma siate preparati per affrontare l’acqua fredda anche d’estate. Il litorale sud di Santa Catarina nasconde le sue bellezze: Praia da Guarda do Embaú, Praia do Rosa e la città storica di Laguna. Nella regione della Serra Catarinense, la strada della Serra do Rio do Rastro sfida i migliori autisti verso il Planalto. In inverno non vi dovete stupire se incontrate la neve. Lì è  normale, però non quando si pensa in Brasile…

 

A Pomerode il 80% degli abitanti parlano il tedesco

Verso Nord si trovano le città di Joinville Blumenau che fino ad oggi preservano le tradizioni degli immigrati tedeschi. A Pomerode, un piccolo paese nei pressi di Blumenau, nelle scuole il tedesco viene addirittura insegnato come seconda lingua. Dal centro dello Stato fino ai confini con l’Argentina, ad Ovest, il viaggio continua attraverso uno scenario di piccoli paesini (secondo loro), ma se paragonati con i borghi italiani sembrano grandi città. Ogni distretto preserva il suo legame con tutto ciò che gli immigrati, che siano italiani, giapponesi, tirolesi, austriaci, polacchi ecc, hanno portato con sé.

Da questo tessuto ritagliato che forma Santa Catarina non possiamo dimenticare il pezzo più importante: la sua gente. I Catarinenses sono un popolo solare malgrado tutte le difficoltà. Pian piano si stanno accorgendo che vivono in una terra benedetta da Dio e bella per natura. Questa è la ricetta del successo di Santa Catarina che fa colpo su chiunque arrivi lì.

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