Il neo direttore Fao, Graziano da Silva: la riforma dell’agenzia tra le priorità

José Graziano da Silva, ex ministro brasiliano della sicurezza alimentare, è il nuovo direttore generale della Fao, il primo dell’area latinoamericana nella storia dell’organismo Onu, fondato nel 1945. Graziano è stato eletto ieri a Roma nell’ambito della 37.ma Conferenza biennale della Fao, che si protrarrà fino al 2 luglio con un programma ricco di appuntamenti significativi. Il servizio di Marco Guerra.

Con 92 voti a favore, contro gli 88 ottenuti dal rivale spagnolo Miguel Angel Moratinos, il brasiliano Josè Graziano da Silva ha ottenuto la carica di direttore generale dell’Organizzazione Onu per l’alimentazione e l’agricoltura. L’ex ministro brasiliano della Sicurezza alimentare ha contato sull’appoggio degli elettori latinoamericani, di quelli africani e dei Paesi in via di sviluppo. Un sostegno motivato anche dai risultati da lui ottenuti nel programma di lotta alla fame, varato dal governo Lula nel 2001, che ha ridotto del 25% la malnutrizione in Brasile. Sul significato di questa elezione, lo stesso Josè Graziano da Silva è stato intervistato dal collega della redazione brasiliana, Rafael Belincanta

(parole in portoghese)
“Io penso che questa elezione rappresenti anche la forza di un Paese emergente, che ha tanto da dire quando si affrontano temi come quelli relativi all’agricoltura, allo sviluppo rurale, alla lotta alla fame e che cerca di sviluppare politiche sociali. Ma rappresenta anche la forza di quelle idee-chiave che prima non erano completamente accettate, ma che oggi invece fanno parte degli obiettivi della Fao. Finora, alla Fao, vi erano fortissimi dubbi riguardo alla lotta alla fame e se tutto questo potesse essere attuabile e realizzabile, così come riguardo allo stesso slancio e alla collaborazione fra i Paesi dell’Emisfero Sud. Adesso c’è il convincimento che questi Paesi del Sud del mondo possano contribuire, in collaborazione fra di loro, soprattutto quando si parla di agricoltura tropicale e di lotta alla fame”.

Accelerare sulla riforma giù in atto della Fao per rendere più efficiente la sua azione e rinforzare la cooperazione tra i Paesi del Sud del mondo, saranno i punti principali dell’agenda di questo mandato. Su questo tema sentiamo ancora Graziano da Silva:

(parole in portoghese)
“Ora abbiamo bisogno di accelerare questo processo e di intensificare alcune azioni, mirate soprattutto laddove appare più necessario e quindi anzitutto nei Paesi più poveri. Credo che abbiamo imboccato la strada giusta”.

Il neo direttore della Fao entrerà in carica a partire dal primo gennaio del 2012. Fino a fine anno, continuerà a reggere la barra della Fao il direttore uscente, Jacques Diouf, che sabato scorso, in apertura della Conferenza biennale, ha proclamato l’eliminazione della peste bovina scoprendo una targa celebrativa. L’eliminazione della malattia che colpisce i ruminanti, causando miseria e carestia, sarà sancita domani con l’adozione di una Dichiarazione da parte di tutti i membri dell’organizzazione. Il programma della Conferenza include inoltre la firma di una “Dichiarazione di intenti sulla cooperazione programmatica” ai fini della sicurezza alimentare e dell’assistenza alimentare umanitaria, tra Commissione Europea, Fao, Ifad e Programma alimentare mondiale (Pam).


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